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Retimo
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mwegRetimocite-ref-1[1] (in passato anche mwfwRetimnocite-ref-ei-2-0[2] o mwhaRettimo; mwhqin greco Ρέθυμνο?, Réthymno; mwhgin turco mwhwResmo), è un mwiacomune greco situato lungo la costa settentrionale dell'isola di mwiqCreta. Capoluogo dell'mwigomonima unità periferica, con mwiw32468 abitanti è la terza città dell'isola per popolazione e una delle sue principali mete turistiche.

A seguito della riforma amministrativa detta mwjqProgramma Callicrate (in vigore dal gennaio mwjg2011cite-ref-3[3]), che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, Retimo è ora capoluogo di un comune con un'estensione di 397mwkw km² e mwla55525 abitanti. La città è sede dell'Università di Creta e uno dei principali poli culturali dell'isola.

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

La città di Retimo è situata nella metà occidentale di Creta lungo la costa del mwmaMar Egeo, mwmq140 km ad ovest di mwmgCandia (Iraklio) e mwmw65 km ad est della mwnaCanea. Il nucleo antico dell'abitato, sviluppatosi sotto le pendici di un'antica acropoli poi fortificata dai veneziani, è raccolto attorno ad un porticciolo dal quale si estende verso est un ampio litorale sabbioso costellato di strutture alberghiere e turistiche. Il tessuto urbano del centro storico, piuttosto ben conservato e largamente pedonalizzato, mantiene un carattere pittoresco grazie alla compresenza di calli e portali di impronta veneziana e di mwnqmoschee e mwngminareti dell'epoca ottomana.

Storia

Dell'antico insediamento che occupava il sito dell'odierna città si hanno scarse informazioni. Scavi archeologici hanno dimostrato che la città coniava le proprie monete in periodo mwoqellenistico, il che fa supporre che fosse dedita a floridi commerci. Alcuni scrittori del mwogIII secolo d.C. fanno riferimento alla città e ad un suo tempio dedicato ad mwowArtemide. Scarse sono le informazioni nel successivo periodo mwpabizantino; negli anni della mwpqdominazione veneziana (iniziata nel mwpg1212) aveva qui sede un rettore il quale rispondeva al mwpwduca che risiedeva a Candia.

Nel mwsqsecolo XVI la presenza mwsgottomana nel Mediterraneo orientale si fece sempre più minacciosa e, al pari di mwswCipro, Creta fu soggetta a sempre più frequenti incursioni piratesche mwtasaracene. Fu così che nel mwtq1540 si avviò la costruzione di una cinta muraria disegnata dall'architetto mwtgMichele Sammicheli: l'opera fu ultimata nel mwtw1570, ma non valse ad impedire l'anno successivo il saccheggio della città da parte del corsaro mwuaOcchialì. Sempre nel mwuq1571 Cipro si arrese agli ottomani e ciò fece di Creta il nuovo principale obiettivo di conquista della mwugSublime Porta, per cui i veneziani si affrettarono ad ampliare e fortificare il castello che sorgeva sul promontorio. La nuova fortezza, disegnata all'architetto militare mwuwSforza Pallavicini e impostata secondo i canoni della mwvafortificazione alla moderna, fu progettata per poter contenere, in caso d'assedio, l'intera popolazione cittadina. Contemporaneamente la città acquisiva uno stile mwvqrinascimentale italiano: fu costruita la piazza centrale, il corso, la loggia. Tutti gli sforzi di ammodernamento furono tuttavia vani: quando nel mwvg1646 i turchi sferrarono l'attacco a Creta, dopo la veloce presa della Canea le truppe di mwvwGazi Hüseyin Pascià giunsero di fronte a Retimo e la cinsero d'assedio, costringendola alla resa il 13 novembre dopo una resistenza di poche settimane.

Durante il periodo ottomano la città mantenne il proprio impianto urbanistico originario, ma le chiese furono trasformate in moschee e si elevarono nuovi minareti; le antiche case dei patrizi veneziani che avevano abbandonato l'isola furono poi adattate al gusto dei nuovi padroni. Nei due secoli e mezzo di amministrazione ottomana la città conobbe un periodo di decadenza e la tendenza all'insabbiamento del porto ridusse ulteriormente il ruolo di Retimo a livello commerciale. Nel mwxqXIX secolo, come del resto in tutta l'isola, crebbe l'insofferenza greca verso i governanti ottomani e si moltiplicarono gli episodi di resistenza, fra cui l'insurrezione del mwxg1866 che culminò nell'ancor oggi celebrato sacrificio collettivo nel monastero di mwxwArkadi.

Nel mwzq1897, anno in cui fu costituito lo mwzgStato autonomo di Creta sotto la giurisdizione formale della Sublime Porta, iniziò un rapido processo di avvicinamento dell'isola al mwzwRegno di Grecia, processo che culminò con la definitiva annessione nel mwaa1913 e con l'esodo della minoranza turca che da secoli si era stabilita sull'isola per effetto dello scambio di popolazioni sancito dal mwaqTrattato di Losanna (mwag1924).

Durante la mwbaseconda guerra mondiale Retimo, come altre città cretesi della costa settentrionale, fu duramente bombardata dalla mwbqLuftwaffe in previsione di uno sbarco delle truppe tedesche che avvenne nel maggio mwbg1941 (mwbwbattaglia di Creta), ma fortunatamente le distruzioni e la successiva ricostruzione del dopoguerra non alterarono l'aspetto della città, che tuttavia continuò a versare in uno stato di arretratezza: la corrente elettrica giunse solo nel mwca1960. Grazie al turismo soprattutto internazionale, sviluppatosi continuamente a partire dal mwcq1970, e ai fondi di sviluppo dell'mwcgUnione Europea, la città ha vissuto una rinascita che nel giro di pochi decenni le ha riassegnato il ruolo di capitale culturale dell'isola.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908) (Regno d'Italia)

«Al Municipio di Rettimo»


Regio Decreto 5 maggio 1910

Monumenti e luoghi d'interesse

• La fortezza veneziana, perfettamente conservata, si erge su un promontorio ad ovest del porto e domina la città vecchia. Fu costruita tra il 1573 e il 1582 e tra i pochi edifici rimasti al suo interno vi sono la cattedrale di San Nicola trasformata successivamente in moschea.
• La porta Guora (dal nome di Jacopo Guoro, rettore della città in epoca veneziana) era la porta principale delle mura cittadine del XVI secolo. Da qui una strada conduceva alla piazza principale.
• La loggia veneziana, di stile rinascimentale, fu costruita nel mwhwXVI secolo. Ha forma quadrata con tre archi su ogni lato. In epoca ottomana fu convertita in moschea ed oggi ospita l'ufficio del turismo.
• La fontana Raimondi, ornata da capitelli corinzi, il cui aspetto attuale risale al rifacimento del 1628; il nome deriva dall'allora governatore Alvise Raimondi.
• Il minareto della moschea Nerandzes, visibile in molti scorci cittadini.
• Il museo archeologico espone reperti provenienti da scavi archeologici nel territorio del circondario.
• mwjaCattedrale ortodossa della Presentazione, architettura moderna del 1956. Di particolare rilievo la torre del 1844. È sede della mwjqmetropolia di Retimo e Aulopotamo.

Dintorni

• Caratteristico il villaggio di mwkqChromonastiri sito a mwkg11 km dalla città.
• Chiesa e monastero della Vergine Maria a mwlaMyriokefala.
• Villaggio di mwlgRoussospiti a mwlw9 km a sud-est, con le sue case veneziane
• mwmqAmnatos, villaggio a mwmg17 km dal capoluogo.
• mwnaNecropoli di Armeni, tra le più grandi dell'isola.
• mwngMaroulas, villaggio tradizionale in stile veneziano mwnw10 km a sud-est della città.
• mwoqRoustika, villaggio a mwog21 km dal capoluogo.

Geografia antropica

Suddivisioni

Il comune di Retimo è suddiviso in cinque quartieri: Arkadi, Lappa, Nikiforos, Fokas e Retimo, che corrispondono ai 5 comuni che fino al 2010 erano autonomi. Ogni quartiere è a sua volta diviso in 45 comunità locali, di cui le più popolose sono: Retimo, Atsipopoulo, Adele, Pangalochori, Prines, Gerani, Chamalevri e mwpgPigi.

Note

cite-note-11. citerefsapere-r-timo-cittmwrqmwrgRetimo, in mwrwSapere.it, mwsaDe Agostini.
cite-note-ei-22. citerefei-retimnomwtaMargherita Guarducci, mwtqmwtgRETIMNO, in mwtwmwuaEnciclopedia Italiana, vol.mwuq 29, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.mwug
cite-note-33. mwwqmwwgmwwwProgramma Callicrate (mwxamwxqPDF), su mwxgkedke.gr. mwxwURL consultato il 4 aprile 2011 mwya(archiviato dall'mwyqurl originale il 27 aprile 2017).
cite-note-41. Regio decreto del 5 giugno 1910 mwzqche approva gli annessi elenchi degli enti e delle persone ai quali vennero conferite medaglie ed attestazioni di menzione onorevole per l'opera da essi data in occasione del terremoto del 28 dicembre 1908, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia mwzgn. 131 (straordinario) del 5 giugno 1910

Altri progetti

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• Wikivoyage

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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Rethymno

Collegamenti esterni

• (EL, EN) Sito ufficiale, su rethymno.gr.
• citerefenciclopedia-italianaMargherita Guarducci, RETIMNO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefbritannica-com(EN) Réthymno, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.